Mauro Andreani e Paolo Bottari – Artisti Paralleli a PERFOMEDIA 2015 – Cracovia – 24 e 25 aprile

Il_Melograno aprile 19, 2015 Commenti disabilitati
Mauro Andreani e Paolo Bottari – Artisti Paralleli a  PERFOMEDIA 2015 – Cracovia – 24 e 25 aprile

Mauro Andreani e Paolo Bottari - Artisti Paralleli

partecipano a

PERFOMEDIA 2015 - INTERNATIONAL FESTIVAL PERFORMANCE

CRACOVIA – 24 E 25 APRILE 2015

Curatori Grazyna Borowik, Emilio e Franca Morandi, Alexander Pienek 

Galeria Miasto Sztuki – Galeria Zpap Pryzmat – Galeria Florianska 22 – Cricoteka Tadeusz Kantor

con il lavoro visivo-comportamentale  

19452015 l’infinito e la storia 

appartenente al ciclo Trilogia Popolare (2011-2015).

Il lavoro artistico, di carattere visivo-comportamentale, tratta del periodo storico intercorso tra la fine della seconda Guerra Mondiale (1945) e i nostri giorni (2015), ponendo in relazione col tempo e con la Storia i temi essenziali della ricerca artistica individuale che i due autori hanno svolto. Andreani e Bottari, ambedue nati nell’immediato dopoguerra, hanno infatti vissuto la propria vita di lavoro e di pensiero nel contesto del periodo in questione ed intendono perciò, con questo lavoro, dare conto dei rapporti che intercorrono tra la storia del popolo della Terra e quella di un uomo, tra il sentire collettivo quale scaturisce dalla concatenazione di eventi reali ed il sentire artistico individuale che può e non può, che vuole e non vuole prescinderne, inteso com’è a misurarsi, anche, con problematiche metastoriche.
L’operazione consta dunque di un racconto a più voci, il quale si materializza nelle immagini, nei gesti, nei rumori, negli oggetti e nei comportamenti che compongono la “rappresentazione” visivo-performativa.

Il VIDEO che fa da sfondo alle azioni – il quale inizia e termina con un’immagine dinamica che allude all’infinito scorrere del tempo cosmico – riproduce tutta una serie di fatti e di avvenimenti che hanno interessato l’intera comunità umana mondiale: da Hiroshima alla Rivoluzione Cinese, dalla destalinizzazione all’assassinio di Kennedy, dalla Primavera di Praga allo sbarco dell’uomo sulla luna, dalla Guerra del Vietnam a Chernobyl, dalla Perestroika alla caduta del Muro di Berlino, dall’attentato a Papa Wojthila alle dimissioni di Ratzinger, dalla Guerra dei Balcani alle Torri Gemelle, dall’impiccagione di Saddam Hussein alla grande crisi economico-finanziaria mondiale, dall’arte di Wharol ed Haring a quella di Beuys e Abramovic.

Contemporaneamente ed in rapporto con la Storia narrata dal video Andreani e Bottari realizzano le proprie operazioni comportamentali, consistenti nell’attuazione di situazioni ed azioni tendenti a rappresentare i tratti salienti della propria ricerca.

In particolare:

ANDREANI, che si avvale di figure in funzione di simbolo quali il proprio autoritratto (l’uomo-artista) e la Venere del Botticelli (l‘arte), propone possibili ipotesi di ricostruzione del mondo che, attraverso l’arte e la ricerca del sé, permettano di attribuire un senso compiuto all’esistenza; un tentativo dall’esito incerto e probabilmente insoddisfacente, ancorchè indispensabile e forse intrinsecamente corrispondente al fine stesso della vita umana.

BOTTARI propone una riflessione sulla vita quale insieme di rapporti tra la luce e le tenebre, tra il prevedibile e l’imprevedibile, tra i possibili diversi esiti, ora esaltanti ora catastrofici, della speranza. L’oggetto-simbolo usato è la fascia neonatale, il cui svolgimento riavvolgimento allude al percorso dell’esistenza individuale, dalla nascita alla morte.

Paolo Bottari
Nato a Livorno (Italia) nel 1948. Dopo un primo periodo di attività in ambito pittorico (1968-74) orienta la sua ricerca verso i materiali e gli oggetti più disparati, conducendo il proprio lavoro per cicli (Le Cassette, 1974-75; Viaggio attraverso il quotidiano, 1978-83) e dunque inglobando in progetti complessivi le opere realizzate. Da sempre interessato all’indagine sugli stretti rapporti tra le problematiche artistiche e quelle esistenziali lavora per oltre un decennio (1984-95) al ciclo denominato Dopo la distruzione, all’interno del quale inventa segni, alfabeti, oggetti, strumenti, codici, suoni e comportamenti “utili” per una civiltà diversa da quella attuale, che ritiene prossima all’epilogo. Nel 1996 scrive il Manifesto Personale sull’Arte e lavora intorno ai contenuti di esso con operazioni di tipo visivocomportamentale. E’ tra i fondatori di Zerotre Movimento per l’Arte Effimera. Dal 2005 è Estensore pro tempore della Libera Accademia degli Inutili.

Mauro Andreani
Nato nel 1947 a Livorno (Italia), è un artista visivo-comportamentale la cui attività creativa ha inizio alla fine degli anni sessanta con la pittura, poi si sviluppa con esperienze installative, multimediali e performative consumate secondo linee diricerca che da sempre sono materiale di riflessione e d’indagine nelle problematiche relative al rapporto, tra le cose della vita e quelle dell’arte, considerata, quest’ultima, mezzo di cui l’uomo può disporre per cercare indizi sul senso stesso dell’esistenza. Dalla contraddizione tra pulsioni espansive (desiderio di conoscenza) e consapevolezza dei limiti esistenziali (autoriduzione) nasce il male-del-vivere (coscienza del proprio annullamento) che viene percepito come unico possibile oggetto dell’indagine artistica.

PERFOMEDIA2015 andreani e bottari a cracovia

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