Elisabetta Ecca nell’articolo di Virginia Saba

Il_Melograno gennaio 8, 2015 Commenti disabilitati
Elisabetta Ecca nell’articolo di Virginia Saba

Elisabetta Ecca progetto Modigliani

 

AD IGLESIAS IL CUORE PULSANTE DELL’ARTE CONTEMPORANEA

Un articolo di Virginia Saba per raccontare la storia della prima e unica Scuola Civica di Arte Contemporanea in Italia e di Elisabetta Ecca

Via Marradi, in un libro, si diceva, forse erroneamente, fosse la vecchia via delle Ville. La stessa in cui ha alloggiato Amedeo Modigliani. Coincidenza, una delle tante, perché di lui mi parlava mio papà, sin da quando ero una bambina: mi raccontava della sua dimora qui a Iglesias, e mi fa tanta rabbia che nessuno lo sappia. Grugua, località dove sorge la casa, è un posto bellissimo che voglio sia conosciuto e valorizzato. La prima volta che l’ho vista, camminando sul viale, ho strisciato le mie mani sulle pareti del muro a secco che porta alla casa, come a voler impossessarmi di tutte le sensazioni vissute dal pittore nel nostro paese che proprio qui, a Iglesias, ha conosciuto da adolescente la giovanissima Medea Taci, probabilmente la prima donna da lui ritratta. Forse se ne innamorò e la dipinse quando gli dissero che era morta di tubercolosi.   

Oggi nel centro di Iglesias, accanto al Municipio, resta l’albergo dei Taci, genitori di Medea, un posto che mi ha sempre affascinato, mi richiamava: ci lavorai, ho adorato quelle scale, ma non sapevo perché. Quando ho scoperto che era un altro luogo legato a Modigliani ciò che avevo dentro è cresciuto ancora. Dovevo fare qualcosa, e così la scuola mi ha spinto a realizzare il mio sogno: sto realizzando con le mie mani cartelli, indicazioni con la storia, qualunque cosa che possa condurre le persone nella nostra terra per riscoprire i luoghi di infanzia del pittore. 

Ho mosso l’archivio di Livorno che cura le sue memorie, aspetto altro materiale. Nel frattempo all’esposizione ho conosciuto la pronipote di Medea, di Iglesias, Barbara Meloni, un’emozione fortissima. 

Il dipinto di Medea? Si dice sia in Germania, la famiglia tempo fa lo ha venduto, non aveva ancora immaginato fosse di Modigliani, evidentemente, o forse sì… Mistero. Ma è importante che esista ancora, a differenza di tutti i suoi dipinti giovanili fatti distruggere. Qui c’era anche “La farfalla”, ma si è persa ogni traccia di questo quadro. 

Insomma, per me è un miracolo che continua. È come se conoscessi Modigliani, lo inseguo, torna sempre nella mia vita. Dovevo fare qualcosa per lui, qui a Iglesias. Vorremmo che la sua casa, in accordo con i proprietari, diventasse un luogo dove alloggiare per tutti quei turisti affascinati da questa valle che al tempo dei romani era, probabilmente, il luogo di deportazione dei damnati ad metalla (esiliati è condannati al lavoro nelle cave di pietra, o miniere). Con la scuola civica d’arte, coinvolgendo i pastori del territorio, che diventano parte attiva del progetto, sto facendo la segnaletica per il percorso fino alla valle Grugua. Un percorso magico, di gusti, ricordi, sensazioni…e di futuro.  (Elisabetta Ecca) … 

Elisabetta Ecca

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