Mauro Andreani e Paolo Bottari al Rifugio Antiaereo La Martana, a Massa, il 25 novembre

Il_Melograno novembre 20, 2011 Commenti disabilitati

RIFUGIO ANTIAEREO LA MARTANA – Via Bigini, Massa

Venerdì 25 novembre 2011

Ore 17,00 – Una cartolina al re d’Italia – video

Ore 17,30 – L’infinito e la storia – performance

PATROCINIO DEL COMUNE DI MASSA

Venerdì 25 novembre, alle ore 17, presso il Rifugio Antiaereo La Martana, avrà luogo una iniziativa artistica visivo-comportamentale sul tema dei particolari rapporti che intercorrono tra l’arte e la storia; è oggetto specifico della riflessione che viene proposta il tratto di tempo nel quale si è svolta la Storia dell’Italia Unita nonché gli avvenimenti, gli ideali, le delusioni e le speranze che, avvicendatisi nel periodo in questione, hanno profondamente inciso sul nostro percorso individuale e collettivo.

La ricerca artistica, che non può non nutrirsi anche delle aspirazioni dell’individuo a divincolarsi dai limiti imposti dallo spazio e dal tempo per esplorare territori metastorici, non può e non vuole, al tempo stesso, davvero e definitivamente astrarsi dalla storia. E ciò a causa della sensibilità dell’artista che non già di meno ma forse di più di altri avverte il senso degli eventi e l’influenza di essi sul proprio modo di essere, di sentire e di fare.

Il Rifugio Antiaereo La Martana, del quale sarà sinteticamente illustrata la storia dalla guida dell’Associazione Sancio Pancia che ne gestisce l’attività, appare il luogo più appropriato per accogliere la riflessione proposta in quanto testimonianza fisica, ineliminabile dal contesto urbano, di eventi cruciali del nostro percorso storico; testimonianza con la quale, in questa occasione, l’arte viene ad intrecciare un dialogo serrato.

Nel corso della serata verranno presentati i seguenti lavori:

 

una cartolina al re d’Italia

 

video realizzato il 14 giugno 2011, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, nell’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, nell’ambito della sperimentazione didattica del Corso di Anatomia Artistica tenuto dalla Prof.ssa Monica Michelotti. Il lavoro è il frutto di una strategia comunicazionale intesa a porre in luce il significato che ai giorni nostri, distanti di un secolo e mezzo dagli eventi risorgimentali, può essere attribuito all’Anniversario;  il video ha permesso di conseguire obiettivi di rilievo quali la sperimentazione del laboratorio come strategia educativa, il confronto proprio del lavoro di gruppo, la possibilità di raccontare e raccontarsi con mezzi diversi dalla comunicazione verbale, la promozione di una riflessione coinvolgente e divertente che permettesse di incontrare il fatto storico nell’oggi, l’incoraggiamento della libera creatività.

Il video – a cui hanno collaborato gli studenti Luciana Bertuccini, Silvelia Iglesias, Valerio Marino, Donatella Gabrielli, Artan Karoli, Alessia Prati, Mara Valsega, Mario Viti, con la partecipazione di Franco Pisani e Monica Michelotti – racconta  degli strani rapporti che s’instaurano tra un francobollo e una cartolina, tra l’immagine del re Vittorio Emanuele II e la sua immagine, nonché tra le sensibilità del passato e quelle dell’oggi, queste ultime rappresentate dagli interventi scritti con i quali alcuni personaggi attuali richiamano le vicende del nostro Risorgimento. La cartolina finirà per essere distrutta, simbolica allusione alla fine della monarchia a seguito del referendum popolare.

 

?18612011? (l’infinito e la storia)

 

performance nel cui ambito, sullo sfondo di immagini e sequenze video che ripercorrono le vicende salienti della Storia dell’Italia Unita e significativi momenti della ricerca artistica operata in tale tratto temporale, Mauro Andreani e Paolo Bottari, artisti comportamentali, svolgono loro operazioni performative che hanno ad oggetto il rapporto, da ambedue ritenuto inscindibile, tra le cose dell’arte e quelle della vita. Il “racconto”, attuato con la gestualità del corpo e con l’ausilio di particolari oggetti e strumenti, si propone di stimolare  in ciascuno la necessità di ricercare una propria personale autenticità nel contesto della storia che è stato chiamato a vivere; racconto che non offre altra morale se non quella che coincide con l’invito, rivolto a tutti ed a ciascuno, a verificare con coraggio e metodo se – tanto nella vita sociale quanto in quella individuale – ciò che appare corrisponda davvero a ciò che è e, in caso contrario, ad operare “con arte” affinché tale auspicabile corrispondenza sia ripristinata.

 

IL RIFUGIO ANTIAEREO LA MARTANA

VIA BIGINI – MASSA

 

I rifugi antiaerei furono realizzati per difendere i cittadini dai bombardamenti che colpirono duramente la provincia di Massa Carrara durante la seconda guerra mondiale. Quello della Martana è il più grande ricovero antiaereo costruito a Massa ed è situato nel centro storico della città.

Il 3 giugno 2006, nell’ambito delle manifestazioni per celebrare il 60° anniversario della Repubblica, l’Amministrazione comunale di Massa ha riconsegnato alla cittadinanza il “Rifugio Antiaereo Martana” dopo l’ultimazione del primo lotto dei lavori di manutenzione.

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Il rifugio antiaereo della Martana è uno dei rifugi pubblici costruiti, durante la seconda guerra mondiale, nella città di Massa, con lo scopo di dare riparo alla popolazione durante gli attacchi aerei angloamericani.

Situato in una delle zone più popolose del centro storico, il rione della Martana, a poca distanza dalla vecchia sede del municipio e dalla piazza del mercato cittadino venne costruito a partire dalla metà del 1942 e completato poco più di un anno dopo.

Il rifugio si sviluppa per circa 350 metri a partire da metà di via Bigini fino a metà di via Prado, è costituito da una galleria scavata nella roccia ed in parte  rivestita di calcestruzzo.

Scavata sotto il colle sulla cui sommità si trova il Castello Malaspina, il lavoro fu eseguito da minatori specializzati nell’uso dell’esplosivo provenienti dal Veneto.

Ha tre ingressi siti rispettivamente su via Bigini, Piazza Martana e via Prado, e poteva contenere più di 3000 persone.

Dotato di panche in pietra aveva un sistema di aerazione composto da sei aperture sulla volta della galleria, camini di aerazione,  impianto di illuminazione e cinque gruppi di latrine lungo il corso del tunnel.

Dal Settembre del 1944 i bombardamenti angloamericani si intensificarono diventando quasi quotidiani a causa dello stazionamento del fronte sulle Alpi Apuane. I tedeschi infatti costruirono a partire dalla costa massese una linea fortificata denominata Linea Gotica che raggiungeva l’Adriatico dividendo l’Italia liberata da quella ancora occupata dai Nazifascisti.

Il rifugio venne da allora occupato dai soldati tedeschi che al contempo costrinsero la popolazione civile a lasciare la città, con l’ordine di sfollamento emanato dal comando tedesco per il giorno 15 settembre 1944.

Le batterie americane sparavano dalla zona di Querceta e Forte dei Marmi, cittadine a circa 7 km da Massa, ma i soldati USA non riuscirono a superare l’ostacolo della Linea Gotica se non dopo sette mesi di combattimenti. Una delle zone più colpite dalle bombe fu proprio il centro storico vicinissimo al luogo dove era stato costruito il rifugio: Piazza degli Aranci, Piazza Guglielmi, Piazza Mercurio e la zona fuori le mura di Borgo del Ponte e Santa Lucia; altri obiettivi del fuoco alleato furono gli stabilimenti della zona industriale, la stazione ferroviaria e la strada statale Aurelia.

Con la Liberazione della città, 10 Aprile 1945, il rifugio venne abbandonato e dimenticato, l’accesso alla galleria rimase murato per sessanta anni fino alla sua riapertura al pubblico nel Giugno 2006, unico rifugio antiaereo della città ad essere stato recuperato in modo permanente.

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