M.Francesca Pepi: Crespina tra Arte e Natura . “In/Sito. Voci d’Artista”. Poeticamente abita l’uomo

Il_Melograno settembre 11, 2011 Commenti disabilitati

 Performance Ideato appositamente per il Parco di Montelisi, come a rivelarne l’identità di luogo magico-simbolico, l’evento artistico curato da M. F. Pepi si compone di due sezioni: un percorso tra le installazioni site specific ed una trama di performances comportamentali, recitative e musicali, che si configurano come un invito a riflettere sulla dimensione poetica ed esistenziale dell’abitare i luoghi e le relazioni. Il dialogo si rende possibile grazie agli artisti, accomunati della forte sensibilità nei confronti della natura, intesa come soggetto dialogante, e dall’etica delle relazioni. Tali aspetti prendono corpo nei lavori e nelle azioni messi in atto, tra inquietudine e contemplazione. Affiorano nel verde, restituendo il respiro profondo del bosco. L’evento è introdotto da una mostra di quadri di Paolo Francesconi, realizzati su carta e con materiali poveri e di recupero. Dopo un’anteprima nel Palazzo Comunale, la mostra sarà visitabile dal 26 settembre fino al 31 ottobre presso la Fattoria Torre a Cenaia, nella vicina frazione di Cenaia. Gli artisti: Mauro Andreani, B.A.C.O., Dario Baldini, Paolo Bottari, Sandro Bottari, Federica Casarosa, Cobàs, Delio Gennai, Gloria Grazzini, Maurizio Faleni, Paolo Francesconi, I Santini Del Prete, Lofilo, Monica Michelotti, Piero Mochi, Alessio Mori, NoStyle Project , Gianni Paci, Fabio Petralli, Massimo Ruberti, Lorena Sireno, Bruno Sullo, Elena Tozzi.

25 SET.  16.00-16.30 Ouverture, “La naturale profezia”. Omaggio a Paolo Francesconi dalle opere della Collezione Carlo Pepi, Sala del Consiglio Comunale, Palazzo Comunale (Piazza C. Battisti, 22-Crespina)

25 SET.  16.45-20.00 Sentieri interrotti. “Passeggiata d’autore” tra le installazioni nel Parco e nell’Oratorio di Montelisi, Orientamenti e spaesamenti: Performances comportamentali e musicali.

E per finire…Brindisi etico, con prodotti biologici e di “agricoltura sociale” Parco di Montelisi. Ouverture nella Sala Consiliare del Municipio (stessa piazza).

Montelisi: Piazza C. Battisti 9; Municipio: Piazza C. Battisti 22 Tel. 349 4049695

“Poeticamente abita l’uomo” (H?derlin)

Ospiti di una natura non inerte, ne eccessivamente educata, ma tuttavia segnata architettonicamente dalla presenza dell’uomo, nel Parco, nel settecentesco Oratorio e negli annessi rurali di una antica fattoria ormai dismessa, voci di artisti, di diverse intonazioni, diventano interpreti di un dialogo serrato con la fisicita delluogo, restituendo il senso piu radicale dell’abitare la terra e il tempo che stiamo vivendo. Non si tratta di tautologia. Al contrario, di un’operazione artistica tesa a valicare, seppur in modo sobriamente utopistico, i confini claustrofobici di un sistema autoreferenziale che continua a narrare se stesso e la propria mitologia, secondo gerarchie fissate dal mercato. In/Sito vuol restituire centralita alla fase progettuale di ciascuno degli artisti invitati a mettere in atto, ad esporre in modo evidente, un proprio “esserci” qui e ora, capace di attivare un dialogo realmente aperto. Questo rapporto non puo fondarsi che sul rispetto delle specificita, preesistenti ed intervenute, sul senso di responsabilita riguardo allo spazio creativo individuale e a quello risultante dalla condivisione con l’interlocutore, soprattutto quando questi non pare dotato della medesima forza ‘contrattuale’: natura, spettatore, coattuatore…  Viene cosi ad instaurarsi una temperatura comunicativa che si esplica secondo un’etica ed una “estetica relazionale” con radici ancor piu profonde e durevoli di quelle profilate da Bourriaud, in quanto non estemporanee, bensi, a ben vedere, fondate su ‘valori’ artistici ed etici che rappresentano un legame al di la della forma-evento e che offrono peraltro ‘crediti’ valevoli per la costruzione di nuove relazioni. Lo spazio circoscritto dalle opere, la trama tessuta di perfomances e di installazioni site specific  si configura cosi come vero e proprio habitat, in cui e enfatizzato il confronto tra naturale e artificiale, elemento dato ed elemento conseguentemente elaborato. In quel ‘conseguentemente’ si misura la   capacita di ascolto, la distanza di rispetto nei confronti di un interlocutore, terreno indispensabile per l’epifania dell’opera durevole, al di la della ‘durata’ in cui si materializza.  Questo habitat si rivela metafora, profezia e mise en abÎme  di un abitare poetico dell’uomo sulla terra, parafrasando l’espressione del poeta romantico tedesco: sostanza e attuazione di una dimensione che esiste in potenza e come indagine. Esso e altresi “figura” di una tensione a spostare il limite costretto dei luoghi comuni consolidati, sotto l’impulso di una ricerca vibrante e non di comodo; sta a significare lo sforzo di arginare l’istinto alla barbarie, la deriva di un opportunismo falsamente lungimirante, ma in realta atrofico. In/Sito  èun invito ed allo stesso tempo una risposta, una presa di posizione da parte di artisti che fanno sentire la loro voce, declinata a dar voce e respiro al luogo che li accoglie rendendolo ricettacolo di nuovi segni, di nuove chiavi di lettura della realta che ci circonda. Secondo questa prospettiva sono da leggere la collaborazione con ArTura – Territori tra Arti e Natura progetto ideato dall’Opificio Ceramico Alfredo Gioventu di Sestri Levante (GE) ed il legame simbolico con la Fornace Pasquinucci di Capraia F.na (FI), entrambi presidii di cultura del territorio e traccia di cordiale, feconda, umanità.

Le sezioni in breve:

LA NATURALE PROFEZIA: OMAGGIO A PAOLO FRANCESCONI

SENTIERI INTERROTTI: “passeggiata d’autore” tra le installazioni nel Parco e nell’Oratorio di Montelisi

ORIENTAMENTI E SPAESAMENTI: performances comportamentali e musicali

 

Non c’e incanto nella modalita poetica prescelta, che non sia da intendere in relazione alla consapevolezza dell’inquietudine, nel solco di un impegno a non   “cedere loco” , rispetto alla realta del tempo che stiamo vivendo. Cosi i materiali poveri, di recupero, come i legni di Piero Mochi o le ruggini di Lofilo, oppure le carte di Paolo  Francesconi rappresentano l’impulso a restituire nuova vita a quanto altrimenti sarebbe sottratto definitivamente alla storia e alla visibilita, una volta venuta meno la funzione originaria; Sandro Bottari,  invece, raccoglie e mette sotto vuoto pochi elementi primari, ricorrenti nel suo fare artistico,  estremamente parsimonioso ed essenziale. La performance installativa di Casarosa,  I’m my sundial  , offre il   corpo dell’artista come mezzo di misurazione del tempo nella sua dimensione biologica ed esperienziale; sulla stessa linea di una ricerca che congiunga estetica ed esistenzialismo si colloca la performance di Paolo  Bottari, con ponderati riferimenti alla civilta dei consumi, a cui si riferiscono peraltro anche il gruppo B.A.C.O. con una drammaturgia musicale dedicata al supermarket delle relazioni e, molto ironicamente, il gruppo  Lights  (Baldini, Paci, Petralli), con musica per aspirapolvere e contrabbasso. Ad una divertita levita si ispirano I Santini Del Prete, riuscendo a far suonare in modo misterioso le campane di un oratorio settecentesco silenziose da tempo immemorabile. Per converso, l’interno dell’edificio sacro si concentra in  una tensione ascetico-meditativa, per le esili presenze sospese progettate da Gennai. Dentro/Fuori e anche il nodo concettuale intorno a cui vertono le finestre illuminate di Sullo sorveglianti le semioscurita di antiche cantine dismesse. Analoga vena poetica si legge nel Jumping  di Gioventu, dove leggerissimi sassi, in ceramica, si librano quasi magicamente nell’aria punteggiando in un abbraccio il verde del parco, dove, dal 2007, permane l’installazione  Metamorfosi  di NoStyle Project, esaltazione del connubio tra artificio e natura. Collocata in occasione della mostra  Metamorfosi della Natura  , fu donata dagli artisti e rientra in questo percorso come una sorta di profezia, risultando anticipatrice di una vocazione poetica del luogo ad ospitare “in sito” epifanie artistiche sotto il segno della commistione, discussa, tra arte e natura. La via ecologica e  presentata da Cobas, a colloquio con un albero del parco sorprendentemente frondoso, per quanto  apparentemente sventrato. L’artista e anche autore del video d’arte con la performance  onirica di Monica Michelotti Luoghi del Cuore  realizzata all’interno della Collezione Carlo Pepi, una sezione della quale e  ospitata nella Fattoria di Montelisi.  Visionarie sinestesie sono le composizioni musicali di Massimo Ruberti per le poesie di Bruno Secchi,  Ritmi espansi interpretate da Gloria Grazzini: Giorno Assoluto  e una fusione di colori e sonorita che sembrano propagarsi sotto l’onda di emozioni visive e sentimentali, tratte dagli elementi naturali. Piu pungenti sono Sireno, Andreani e Faleni: la prima con un progetto di sentieri erbosi, che costeggiano le  opere, a costituire un percorso agevolato sulla ghiaia, una finestra dell’Utopia sull’accessibilita; Andreani  elabora una riflessione sulla difficile condizione umana, incapace di risolvere, da sempre, il rapporto iocollettivita; mentre Faleni interviene con una visione per nulla idillica della natura e degli uomini che la sfruttano sfruttando in primo luogo altri uomini.   L’ultima voce, di Tozzi e Mori, e dedicata a Saramago, con  Il racconto dell’isola sconosciuta  , che condensa l’utopia come motore per valicare i limiti consolidati e ricongiungersi con un se più profondo.

 M.F.Pepi

 

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