Massimo Zampedri a Fruttidoro 2015

Il_Melograno agosto 26, 2015 Commenti disabilitati
Massimo Zampedri a Fruttidoro 2015

Massimo Zampedri alla rassegna Fruttidoro

5 – 17  settembre 2015

Galleria Il Melograno

Massimo Zampedri (Genova 1965). Architetto esperto in urbanistica. Vive a Giano dell’Umbria (PG).

La sua attività artistica è caratterizzata dalla “costruzione” dei supporti di carte riciclate di ogni tipo che incollate in strati sovrapposti diventano fogli spessi, rigidi, materici, (dove la bianca superficie lascia a tratti il posto “a ciò che la carta stessa aveva già impresso”) per quella particolare tecnica mista dove questa materia “grezza” (carta di recupero, stucco, gesso, corda, etc.) fa da base a segni di matita, fusaggine, carboncini colorati che accennano agli elementi del dipinto poi “soffocati” dalla sovrapposizione di altra materia (strati di gesso) dipinti ad olio o acrilico.

Con questa sua ricerca vuole portare la carta nell’opera d’arte, decontestualizzandola, facendola diventare protagonista del percorso creativo che caratterizza la genesi delle sue opere. Come Marcel Duchamp con i suoi ready-made ma senza provocazione dà vita ad un mondo fatto di colori e forme, di cartoni e materiali vari dove impressioni, pensieri, idee, raccontano il suo “Io” narrante, le motivazioni e le intenzioni che lo spingono ad esprimere ed esprimersi.

Tre le opere che partecipano a Fruttidoro

“L’EQUILIBRISTA SUL FILO” - 2012 –

Tecnica mista: acrilico e fusaggine con inserti di gesso su collage di carta riciclata. Ispirato da una foto d’epoca e realizzato per la copertina del libro “Non si può vincere il destino”. I contenuti dell’opera sono sintetizzati nel retro

“ORCHIDEA DEL SEPOLCRO” - 2011

Tecnica mista: acrilico e pastelli con inserti di gesso su cartone telato e collage di carta riciclata. Orchidea del Sepolcro (così intitolata perché contiene una parte di vera orchidea essiccata raccolta da un fiore della tomba di mio padre scomparso il 14 maggio 2010 come si nota dalla pagina di agenda posta a sottofondo dell’opera) vuole rappresentare ciò che di ordinato è sempre presente nel caos del ciclo vitale: la materia informe (A), attraverso l’ispirazione (B), si plasma e prende forma facendo nascere dal proprio ombelico (C) (ove si ritrova la fecondata materia informe iniziale), una nuova identità ordinata della natura (in questo caso un fiore: l’orchidea), che prima si matura (D), si trasforma e poi muore (è fiore ormai secco) secondo un ciclo naturale e sempre sotto lo sguardo attento degli occhi (F) che in questo caso rappresentano i nostri sentimenti e che caratterizzano la “costruzione della mia pittura”.

“VASO CON PAPAVERI (Omaggio ad autore sconosciuto)” - 2012

Tecnica mista: acrilico e pastelli con inserti di gesso e petali di papavero su collage di carta riciclata. E’ dedicato ad un pittore del quale non  conosco il nome ma del quale possiedo alcuni oli su tela (acquistati da un antiquario) che rappresentano vasi con papaveri.

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