Enrico Bulciolu, testo critico di Jacopo Volpi

Il_Melograno marzo 27, 2013 Commenti disabilitati
Enrico Bulciolu, testo critico di Jacopo Volpi

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Enrico Bulciolu, Uno cento mille Bolgheri

Livorno che cresce in modulazioni a lei estranee sorge implacabile tramite una feracità di colori, un impatto fra i rossori dei declivi e le balze verde rame. Il deformarsi degli edifici è un falotico impressionismo che ritrova il proprio senso nell’espletazione tecnica rigurgitante sulla tela tramite pennellate grosse e gonfie; la parsimonia della tekne sfocia in un rapporto di contiguità, a voler dire, interattiva, fra il soggetto ed il pittore il quale smuove il guardante attraverso il lavorio ottico di distrazioni volontariamente subliminali. Se la realtà è cruda e nel “vero” non si può trarre nient’altro che la speranza del non respiro, che un lavorio di sabbiosi concetti i quali di fronte al variabile ci estraniano, il venir meno a tale realtà può apparire un disinganno, un’illusione puerile ma che, tuttavia, sviscera il corpo nelle sue parti spirituali traverso la concessione di un’artistica materia a cui le nostre cornee, talor offuscate, talor accecate, talor inebriate si sottomettono.

Un uscire dal pretesto quotidiano, possiam dire, per sperdersi nei meandri magmatici di una realtà scomposta che lascia l’inconscia ostinazione dell’immaginazione quasi ostacolata, imponendosi ad essa e gestendola come un flusso, una corrente schiumosa di compiacente coinvolgimento. E così il passaggio obbligato sono gli epicentri livornesi con variabili sprazzi dell’Italia monumentale, dell’Italia natural-paesaggistica; S. Maria Novella, il Duomo di Milano, quindi Bolgheri ed i cipressi che si stanziano stranianti come aculei smussati, delineati nell’ondeggiarsi del colore ranciato. I cieli che talvolta spremono in un azzurro contrasto profumano tra gli edifici grigioperla;  talvolta si materializzano spessi tra le gittate del colore ch’è un annerire che si squama con prepotenza quasi soave in un rosso terroso, per collassare tra i flutti del mare variopinto onde si innalza cinta fra le scogliere appena visibili la torre fenestrata della Meloria.

bulciolu melorie

Enrico Bulciolu, La Meloria, miraggio al tramonto

Non è quindi abbagliare dei sensi?  O è forse una ricerca che sfuma con individualistica forza nel denutrire uno spregio (o spreco) di realtà che sì monotona e furente ad un tempo si sporge a noi? O forse il ricercare un irrealizzabile impressionismo, un’irrapresentabile scuotimento che necessariamente si oblunga tra le rappresaglie del variare cittadino, del variare degli interni, delle ville immerse nel verde festivo, nel mare declassante di pennellate vivaci ed al contempo aspre, trafitte dal tramenio del ventoso occhio dell’osservatore?

 Jacopo Volpi

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Enrico Bulciolu, Tramonto da sogno

Enrico Bulciolu, Sogno di un tramonto

Mostra personale di Enrico Bulciolu a Livorno. Racconti dal colore, 23/03 – 29/03
Mostra personale di Enrico Bulciolu a Livorno. Racconti dal colore, 23/03 – 29/03
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