MAX (MASSIMO) BERNARDI

Il_Melograno febbraio 25, 2013 Commenti disabilitati
MAX (MASSIMO) BERNARDI

 

MAX BERNARDI

Massimo Bernardi

Nato a Livorno nel 1954 ha lavorato a stretto contatto con i materiali plastici per molto tempo, subendone un’attrazione fatale. A differenza degli altri materiali poveri, la plastica è nell’immaginario comune sinonimo di scadente, di realizzazioni dozzinali, impoverimento del gusto, e nello stesso tempo di angoscia per l’invasione di rifiuti ingestibili. In una sorta di voglia di riscatto, prima per il materiale plastica, del quale valorizza un’ intrinseca bellezza, poi per il rifiuto in generale, Max Bernardi ricicla per recuperare non quanto più possibile, ma quanto meglio è possibile, per inventare un valore là dove nessuno lo vede, con il maniacale rifiuto di una fine definitiva. E lo scarto diventa perfetto per un’ironica rivisitazione o per una trovata personale che materializza il pensiero collettivo.

Max Bernard Plastic Fever

Pubblichiamo l’articolo apparso sulla rivista nuova Arte Mondadori relativa al Premio Arte 2000. Di seguito un articolo di Beppe Palomba.

Massimo Bernardi nasce nel 1954 a Livorno, dove attualmente vive e lavora. Ha frequentato la scuola d’arte di Livorno seguendo i corsi di Grafica e Pittura Figurativa. Ha partecipato a diversi concorsi d’arte ed esposto in mostre collettive in varie città italiane. Importanti affermazioni al Premio Amalfi 2002 e 2003. Si è cimentato sia nella pittura a olio e smalti sia nella grafica, soprattutto la puntasecca. Privilegia i soggetti figurativi anche a carattere religioso, ma non disdegna le composizioni astratte.
Il caso di questo pittore livornese è assai curioso, ma anche e specialmente indicativo di come la sua ricerca abbia ottenuto e ottenga risultati convincenti in e con due linguaggi evidentemente diversi, ossia il figurativo più tranquillo e preciso, e l’astratto più vivace….
Linguaggi cha mantengono le loro caratteristiche anche funzionali quando evitano la caduta, diremmo, nel dialetto. Caratteristiche che ad esempio con lo smalto esaltano il soggetto, corrispondendo nel contempo al concetto che anima sia la figura che l’interpretazione che di essa viene data con la dovuta partecipazione. (Da Nuova Arte – Mondadori Enzo Fabiani)

“Uomo e artista complesso, è alla perenne ricerca di moduli espressivi che lo soddisfino, e nella sua ricerca si cala di volta in volta in tecniche nuove che lo portano dai classici pennello e tavolozza fino a oggetti industriali( quasi degli “objets trouvès”, dei “ready made” di Duchampsiana memoria) rivisitati con una sensibilità e un acume straordinari. Senza riserve mentali, senza alcuna delle furberie che spesso, ahimè, affliggono tanti che si dicono artisti, Massimo Bernardi continua a scoprire il mondo, va esplorando un universo di cui non si scorge l’estremo confine, armato solo di una fantasia che gli consente di approcciarsi a tecniche che innova di continuo, con gusto e maturità espressiva” (Beppe Palomba)

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