BIAGIO CHIESI

Il_Melograno settembre 21, 2011 Commenti disabilitati
BIAGIO CHIESI

 Biagio Chiesi

 Chi abbia la fortuna di poter ascoltare Biagio Chiesi e coglierne l’ espressione quando parla dei suoi lavori, dei momenti passati all’aperto, nella natura o, meglio, nel mondo, a osservare la vita, a godere delle atmosfere, delle luci, del caldo o del freddo, della neve, del viso di un bambino, di una scogliera, un fiore, un aspetto qualunque di questa nostra Terra, non ha bisogno di nessuna parola, di nessuno scritto per comprendere ciò egli ci dice con la sua pittura.

Le immagini ci trasportano là dove Biagio Chiesi le ha colte, nel freddo di un cielo invernale, o in un campo dorato dove friniscono le cicale.

 

Come Montale ci fa immergere nel calore di un pomeriggio nell’orto, così Chiesi ci richiama alla mente atmosfere, odori, rumori, che riconosciamo, che sono in qualche modo anche nostri,  e nei quali ci ritroviamo, fermandoci ad assaporare qualcosa di familiare e tenero. 

Dalle tele traspare tutta la sua interiorità, e la sua capacità di entrare nel mondo per riportare a noi la sua emozione.

  

 Nato a Tripoli nel 1954, ma livornese d’adozione dal 1970, Biagio Chiesi fin da giovanissimo ha impostato la sua ricerca sulla tecnica, affinandola con un uso personalissimo del colore.

Pittore figurativo e realista, si richiama alla scuola dei nostri grandi Macchiaioli e post- Macchiaioli, e alla lezione degli Impressionisti.

Come gli artisti dell’800 ama dipingere “en plein air”, e seppure trae i soggetti dal vero,  non si può mai definire pittura puramente di imitazione.

La sua caratteristica è la sintesi, l’eliminazio-ne di tutto ciò che è ridondante, per ricreare attraverso i particolari, l’insieme, l’attimo, in una personalissima interpretazione.

Sono queste le sue opere migliori, meno descrittive, ma più intense di partecipazione e più efficaci anche dal punto di vista coloristico, sia quando usa forti contrasti di colori accesi, sia quando compone delicate scalature.

Biagio Chiesi ama il suo pubblico, e ne cerca l’amore, il calore, senza mai però scadere nell’assecondarne le aspettative nostalgiche, senza usare la tecnica per cercare consensi  facili da chi non si stacca da un gusto un po’ antico, rimanendo sempre autenticamente sincero nella sua opera, mai di maniera.

Maria Teresa

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